Perché Bisogna Adeguare la Gestione delle Risorse Umane al GDPR

La gestione delle risorse umane e dei dipendenti con il GDPR

Ben ritrovati sul blog di Archimede, fonte periodica di informazioni sul mondo del lavoro e sulle più importanti novità in ambito di gestione del personale.

Come certo avrai saputo, il 25 maggio 2018 diverrà operativo nel nostro Paese il regolamento generale sulla protezione dei dati (Regolamento Europeo 2016/679 o GDPR ): esso sarà applicabile a tutte quelle imprese (anche se non europee, e  a prescindere dal loro business) che entrano in contatto con dati dei cittadini UE.
Si tratta delle più grandi innovazioni in ambito di protezione dei dati personali degli ultimi 30 anni, improntata a garantire una maggiore trasparenza sulla gestione dei dati, e contemplerà numerose misure di tutela quali:

  • Regole più chiare sull’informativa da offrire e sul consenso da richiedere
  • Necessità di tracciare le informazioni memorizzate per poterle in ogni momento rendicontare
  • Proteggere in maniera automatica dal potenziale uso improprio dei dati
  • Introdurre misure di difesa dai tentativi di accesso non autorizzati
  • Conoscere l’impiego che verrà fatto dei dati
  • Prevedere criteri rigorosi per il trasferimento dei dati ad altri soggetti

L’adeguamento al nuovo GDPR richiede che le aziende si approccino al trattamento dei dati personali secondo principi di trasparenza, necessità e minimizzazione. I sistemi approntati dalle imprese per il trattamento e la conservazione dei dati in proprio possesso dovranno essere rivisti per omologarsi a quanto previsto dalla normativa europea.

Quello che non tutte le imprese sanno è che il nuovo regolamento si estende anche ai dati relativi ai propri dipendenti e ai fornitori di servizi HR (studi paghe, consulenti fiscali, patronati ecc.). Il personale infatti si configura al pari dei clienti e i dati che lo riguardano devono essere gestiti secondi criteri di sicurezza e conformità.

Per dati personali dei dipendenti si intende ogni informazione direttamente o meno riconducibile a un individuo (“l’interessato”). Il GDPR prevede che ciascun dipendente possa richiedere in ogni momento al datore di lavoro i dati personali che a lui riferiti e che abbia diritto a riceverli in una formato accessibile da un dispositivo automatico.

Il trattamento dati HR nell’ambito del rapporto di lavoro

La gestione delle risorse umane e del payroll richiede quindi di mappare i dati dei dipendenti come:

  • Salari e rimborsi spese
  • Dati medici
  • Fascia di reddito
  • Stato civile
  • Congedi parentali
  • Corsi di formazione
  • Rimborsi spese per viaggi
  • Situazioni familiari
  • Iscrizione a sindacati
  • Gestione dei mezzi aziendali
  • Videosorveglianza sul porto di lavoro
  • Curriculum, moduli di richiesta assunzione sottoposti durante le candidature
  • Lettere di candidatura, documenti di identità, foto e attestati forniti nel processo di selezione

per potere essere certi di poterli individuare, aggiornare e rendicontare in maniera semplice e tempestiva

Le novità introdotte dal GDPR si aggiungono a quelle già previste in merito agli altri aspetti dell’utilizzo delle informazioni come:

  • il disciplinare interno sul corretto utilizzo della posta elettronica dei dipendenti e/o dei collaboratori
  • le disposizioni dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori in ambito di controllo a distanza dei lavoratori, che prevede la necessità di fornire adeguata informazione al dipendente come condizione per effettuare i controlli

Diverrà fondamentale stabilire se l’interessato abbia fornito il consenso al loro trattamento, dove essi vengono salvati, per quanto tempo verranno conservati, le finalità per le quali saranno trattati.

Il titolare dei dati dovrà esprimere il proprio consenso liberamente con la facoltà di ritirarlo in ogni momento. Gli interessati potranno accedere alle informazioni sul flusso di dati che li riguarda, richiedere la rettifica o eliminazione dei dati non più necessari.

Come adeguare la gestione dei dipendenti al GDPR

L’evoluzione tecnologica va di pari passo con quella del mondo del lavoro: i dati delle risorse umane sono un asset strategico per le imprese, e come tali devono essere protetti.
Investire nell’adeguamento al GDPR significa puntare sulla propria competitività nel mercato internazionale, sul difendere la sicurezza di coloro che ci affidano le proprie informazioni, dimostrare di essere competenti e degni di fiducia.

Non sono rare le situazioni in cui le imprese archiviano le informazioni sul proprio staff all’interno di fogli di calcolo, documenti di testo, email db non crittografati, spesso collocati in cartelle fisiche e digitali nemmeno ascrivibili alle stesse posizioni. Senza contare inoltre il rischio di possedere versione duplicate delle informazioni sulle persone (e magari nemmeno aggiornate fra di loro).

Per quanto riguarda la gestione della privacy dei dati dei dipendenti occorrerà:

  • Realizzare quali dati del personale sono in proprio possesso
  • Stabilire dove sono memorizzati i dati relativi ai propri dipendenti
  • Provare ai dipendenti che ne facciano richiesta di avere eseguito quanto richiesto

Si tratta ovviamente di un grande volume di dati che crescono esponenzialmente con le dimensioni aziendali e con l’inspessirsi della rete di relazioni che legano alle imprese alle altre per quanto concerne lo scambio delle informazioni.

Il GDPR si estende a tutti i sistemi interni che hanno accesso ed elaborano i dati personali dei dipendenti, compresi i flussi in entrata e in uscita di informazioni sensibili.
Ogni organizzazione HR dovrà quindi mappare i dati del personale aziendale in proprio possesso, comprendere come essi vengono utilizzati ed elaborati.

Dovrà essere nominato un DPO (Data Protection Officer o Responsabile della protezione dei dati), come previsto dal GDPR all’articolo 37, per i soggetti le cui attività in primis consistono in “trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala o in trattamenti su larga scala di categorie particolari di dati personali o di dati relative a condanne penali e a reati “ (es. istituti di credito, assicurazioni, sindacati, società di fornitura servizi energetici…).
Negli altri casi il DPO non è espressamente richiesto, seppure sia consigliato per agevolare una cultura di tutela informatica.

Il responsabile della protezione dei dati agisce in maniera autonoma per quanto concerne l’esecuzione dei compiti, con risorse proporzionate all’obiettivo da raggiungere, e riferisce direttamente ai vertici direttivi. Esso può essere sia un dipendente che il titolare dell’impresa, così come un soggetto esterno appositamente individuato (anche se sarebbe preferibile non incaricare membri dell’alta direzione che potrebbero evidentemente trovarsi in conflitto di interessi).

Lo staff delle risorse umane dovrà essere in condizione di poter accedere ai propri dati personali in maniera semplice e tempestiva, di garantire ai titolari il diritto ad accedere alle proprie informazioni, a chiederne eventualmente l’integrazione o la cancellazione.

I responsabili HR dovranno quindi coordinarsi con gli uffici legali per approfondire le implicazioni della normativa vigente in fatto di sicurezza informatica delle risorse umane, per lavorare in un’ottica di qualità e accuratezza sulle informazioni sensibili dei propri dipendenti, garantendo policy attinenti e aggiornate e modelli di archiviazione in grado di agevolare la modifica e cancellazione delle informazioni quando necessario.

Gli IT Manager dovrebbero essere coinvolti nelle procedure informatiche da mettere a punto per stimolare la consapevolezza della sicurezza dei dati per le organizzazioni: a tale fine il team che supervisiona le risorse umane potrebbe dover rivedere le proprie policy di raccolta, utilizzo e conservazione delle informazioni.

Come sappiamo, secondo il GDPR il consenso deve essere “liberamente sottoscritto, specifico, informato e non ambiguo”.

La giustificazione giuridica per la conservazione delle informazioni, stando a quanto afferma il gruppo di lavoro UE Articolo 29 può trovarsi:

  • Nell’esecuzione di obblighi riconducibili a un contratto di lavoro
  • Nell’interesse legittimo alla conservazione o al miglioramento della produttività aziendale, avvalendosi di mezzi necessari per perseguire tale interesse
  • Nello svolgimento di obbligazioni previste dalla Legge

Il responsabile del trattamento deve fornire quindi all’interessato un’informativa chiara e trasparente:

  • Chiarimenti sullo scopo per il quale i dati vengono acquisiti, memorizzati e trasmessi. Eventuali utilizzi al di fuori dello scopo originale richiedono ulteriori autorizzazioni, a meno che il nuovo scopo non sia “compatibile” con il precedente.
  • Garantire di acquisire solamente i dati personali necessari per adempiere a una specifica finalità, in maniera strettamente pertinente allo scopo prefisso, e per un periodo temporale definito

Per agevolare la conservazione, la rendicontazione e l’aggiornamento dei dati sarà consigliabile generare una mappatura dei dati.
Nel caso della gestione delle risorse umane potrebbe trattarsi dei dati quali:

  • Valutazione delle performance
  • Processi di formazione
  • Buste paga
  • Processi selettivi dei candidati
  • Messaggi di posta elettronica (con il provvedimento del 22 dicembre 2016 il garante ha affermato che non sussiste il requisito di necessità, non eccedenza e pertinenza alla base della conservazione per oltre 10 anni delle comunicazioni elettroniche

Se venissero riscontrate eventuali violazioni del sistema informativo relate ai dati dei dipendenti, il responsabile del trattamento dati dovrà informare i titolari qualora ciò possa comportare i loro diritti e libertà.

Una tecnologia software appropriata è necessaria per garantire la compliance ai dettami della nuova disciplina.  La Suite Archimede che verrà rilasciata nel mese di maggio si colloca tra i sistema di gestione della forza lavoro che aiutano nella gestione quotidiana dei dati inerenti al personale.

Software per i turni di lavoro - Suite Archimede 4.0

La Suite Archimede HR mette a disposizione dei lavoratori apposite funzionalità di richiesta ferie che contribuiscono a mantenere aggiornato il quadro delle assenze programmate e della situazione dei turni di lavoro.

Le nuove funzionalità Anagrafiche vi permetteranno di gestire ulteriori informazioni associate agli operatori rispetto alle versioni precedenti: dalle certificazioni alle attività formative conseguite, dalle dotazioni aziendali assegnate al personale (mezzi di trasporto, dispositivi elettronici, vestiario…) alle visite e i certificati medici. Il tutto è finalizzato a cessare l’uso dei fogli elettronici che aumentano il rischio di perdere preziose informazioni, e soprattutto che non rispettano i dettami del nuovo GDPR.

 

Nota bene: questo articolo consiste in spunti di riflessione sull’adeguamento della gestione dei dati del personale alla nuova disciplina e non sostituisce in alcun modo una consulenza legale.

 

 

I Turni di Lavoro degli Infermieri: Come Affrontare le Principali Difficoltà

Turni di lavoro per infermieri, come ottimizzarli

Ben ritrovati sul blog di Archimede,
società di sviluppo software per le human resources attiva da quasi 25 anni che si occupa di contribuire all’ottimizzazione della forza lavoro nel panorama nazionale.

Come sappiamo, il servizio sanitario deve fare fronte a una esigenza di organizzazione del lavoro 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Quasi i ¾ degli orari degli infermieri sono costituiti da turni (per scendere alla comunque rilevante soglia del 60% per le altre figure in ambito sanitario e assistenziale); gli infermieri lavorano in media 36,8 ore contro una media di 37,8 ore ma svolgono ampiamente più turni rispetto alle altre professioni.

Gli addetti alla pianificazione del personale sono chiamati a mediare tra le esigenze di erogazione del servizio e di ridurre il più possibile l’affaticamento che grava sugli operatori sanitari.

Turni di lavoro degli infermieri – Criticità e aspetti da considerare

La situazione è indubbiamente difficile, la normativa che prevede un riposo di almeno 11 ore tra un turno e l’altro (senza eccedere le 48 ore lavorative la settimana) richiederebbe un organico superiore a quello effettivamente a disposizione degli ospedali e di enti simili. Nel 2016 si contavano 1.723 infermieri in meno rispetto all’anno precedente, a cui vanno sottratti altri 2.788 addetti rispetto all’anno ancora precedente, e ogni infermiere ha in carico 11 pazienti in media mentre non dovrebbe seguirne più di 6.

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Data questa situazione, è evidente quanto sia delicata la fase di pianificazione dei turni degli infermieri che deve riuscire da un lato a garantire una fornitura del servizio assistenziale quanto più completa possibile, dall’altro deve cercare di contenere lo sforzo fisico e mentale a carico del personale infermieristico.

La gestione delle risorse umane coinvolge trasversalmente le diverse aree del personale, è improntata su obiettivi di efficacia ed efficienza, di tempestività e sicurezza, e riveste di un ruolo centrale la relazione tra gli addetti in turnazione e i pianificatori, sulla cui corretta comunicazione si basa la precisione e puntualità del servizio offerto. Le strutture sanitarie quali ospedali, istituti di riabilitazione, case di cura e di riposo spesso ricorrono a strumenti basilari come fogli elettronici per la creazione di turni di lavoro per infermieri, strategia che però ha il fato corto per l’impossibilità di variare con prontezza gli impegni pianificati, informando adeguatamente tutte le persone coinvolte ed esponendosi a rischi di scoperture del servizio.

La gestione del lavoro su orari particolari deve essere improntata attorno a un equilibrio tra le esigenze operative e il benessere degli occupati; i turni possono comportare effetti dannosi sulla salute quali:

  • Calo della melatonina per via della riduzione all’esposizione solare
  • Un’alterazione del ritmo circadiano
  • Riduzione dell’efficacia del sistema immunitario
  • Stanchezza, irrequietezza e disturbi del sonno
  • Problemi digestivi
  • Difficoltà di concentrazione
  • Rischio di ammalarsi (L’8 marzo, l’ANSA ha reso noto un progetto di prevenzione che impone gli screening mammografici le lavoratrici presso l’ospedale San Paolo di Bari nel quale sono stati riscontrati 10 casi di donne turniste di notte che hanno sviluppato il carcinoma mammario.
  • Incremento del rischio di incidenti sul lavoro
  • Un aumento dello stress che coinvolge il benessere psicofisico e l’equilibrio della vita sociale

La fatica del lavoro a turni ovviamente si aggrava con l’avanzare dell’età, perciò un invecchiamento del comparto degli occupati comporta l’esigenza di modificare il piano di turni che li riguarda.

La programmazione dei turni di lavoro per infermieri deve quindi tenere conto di specifiche necessità dettate dal loro ruolo e dalla normativa, in particolare:

  • Evitare se possibile i turni dalla durata superiore alle 8 ore, e predisporre apposite pause per ridurre lo stress
  • Garantire 2 riposi nell’arco di 14 giorni
  • Ogni turno di lavoro deve essere intervallato da un riposo minimo di 11 ore
  • Non si devono superare le 48 ore lavorative la settimana
  • Avere consapevolezza in ogni momento delle assenze programmate e improvvise per approntare le opportune sostituzioni
  • Garantire una flessibilità di programmazione che tenga conto del debito e del credito orario degli addetti
  • Analizzare le variazioni introdotte per adeguare il diritto ai riposi di conseguenza

Il personale sanitario che deve lavorare nei turni notturni può comunque adottare degli accorgimenti atti a ridurre l’impatto negativo della fatica e dell’alterazione del ciclo veglia-sonno; adottare una alimentazione compatibile con il lavoro di notte permette già di ridurre gli impatti negativi sulla salute.

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Come creare i turni di lavoro degli infermieri con la Suite Archimede HR

La corretta pianificazione dei turni di lavoro dei camici bianchi permette di distribuire gli impegni tra le figure a disposizione in relazione alle regole interne, alle normative sul riposo minimo in ambito sanitario, alle skill richieste da ciascun turno (dei medici e del personale assistenziale) e alle preferenze dei singoli addetti.

Archimede, che ha recentemente festeggiato i 25 anni di attività, è il punto di riferimento italiano dei software per il workforce management. La piattaforma Archimede per la gestione operativa dei turni di lavoro è impiegata in Italia e all’estero presso aziende ospedaliere, call center, aeroporti, aziende di produzione e di servizi, esercizi commerciali, comandi di polizia e musei.


CASE HISTORY: L’OSPEDALE VITTORE BUZZI DI MILANO ADOTTA LA SUITE ARCHIMEDE HR

 

Gestire i turni di lavoro degli infermieri diventa quindi molto più organizzato e intuitivo, in quanto la Suite Archimede permette di diminuire il ricorso a straordinari e reperibilità e di:

  • Pianificare il corretto fabbisogno di risorse
  • Tenere traccia dei recuperi attraverso l’istituto del monte ore e della banca ore
  • Programmare i turni di lavoro degli infermieri nei rispettivi reparti
  • Governare le coperture delle posizioni di lavoro
  • Aggiornare in tempo reale tutti i parametri relativi al personale gestito
  • Tenere traccia delle variazioni apportate al piano dei turni
  • Allertare i responsabili delle variazioni introdotte via e-mail e SMS

 

La Suite Archimede HR permette di programmare i turni del personale in relazione al fabbisogno ideale date le esigenze della strutture e al quadro più ampio del complesso processi HR, di amministrare la distribuzione del personale sanitario presso i diversi reparti a seconda delle necessità e delle scoperture rilevate.

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CASE HISTORY: LA CONGREGAZIONE FIGLIE SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA E LA SUITE ARCHIMEDE

 

La piattaforma Archimede sostiene i coordinatori nel visualizzare la situazione della forza lavoro costantemente aggiornata, nel gestire il personale in turnazione nei rispettivi reparti di appartenenza. I moduli del software per il workforce management condividono lo stesso database delle anagrafiche, e questo permette di aggiornare una sola volta e in maniera complessiva tutto ciò che riguarda l’attribuzione delle prestazioni lavorative a ogni specifico addetto (ad esempio, per quanto riguarda i turni attribuibili dato il contratto in vigore).

Programma per creare turni di lavoro - Turni@rc

Ogni pianificatore può essere autorizzato a visualizzare i piani di lavoro secondo le proprie mansioni, e i piani di lavoro possono essere prodotti e resi visibili in un momento successivo a quello della creazione, ottimizzando il tempo degli addetti.

 

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La Gestione dei Turni di Lavoro degli Infermieri: Come Affrontare le Più Diffuse Criticità

Gestione turni di lavoro degli infermieri

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La gestione dei turni di lavoro è una fase operativa che coinvolge diverse fasce del personale sanitario (medici, OSS, infermieri, tirocinanti…) e che produce risvolti pratici considerevoli nell’impiego del personale in quanto incide sia sull’efficienza del servizio erogato agli assistiti che sul benessere psicofisico degli occupati.

Essa richiede una corretta integrazione tra le figure professionali deputate alla pianificazione e quelle chiamate allo svolgimento dei turni, la capacità di verifica periodica delle scelte adottate per garantire la copertura dei posti letto e per ridurre fenomeni di burn out nel personale. L’analisi dei trend storici  consente di vagliare strategicamente la redditività delle scelte intraprese per individuare le eventuali inefficienze da correggere. Leggi il seguito

L’importante scoperta sul ciclo circadiano e sui turni di lavoro dei Premi Nobel per la Medicina 2017

Ciclo Circadiano e turni di lavoro

Quante volte hai avuto l’impressione che ci fosse qualcosa di invisibile ma ineccepibile a regolare l’inesorabile precisione con cui passi dal sonno alla veglia e da cui deriva il benessere fisico e mentale per chi gode di un sonno regolare?

Lo sfasamento causato dal jet lag quando si viaggia all’estero – oppure che avviene in tutti quei casi nei quali non si riposa secondo le proprie abitudini orarie – è molto più che un semplice disturbo, quanto invece un aspetto dell’orologio biologico che supervisiona i meccanismi fisiologici del nostro benessere.

Solamente a partire dagli anni Settanta, infatti, si è cominciato seriamente a ipotizzare la presenza di un vero e proprio orologio biologico invisibile, che oggi ha trovato nuove prove scientifiche a supporto della sua esistenza e a chiarificazione dei meccanismi che lo regolano.

Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young sono stati insigniti – tra 361 candidati –  del premio Nobel per la medicina 2017 per la scoperta del meccanismo molecolare alla base del ritmo circadiano. Leggi il seguito

I Turni di Lavoro: Come risolvere i Problemi di Salute

Turni di lavoro notturni

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Forse non lo sapevi, ma in Europa circa il 20% degli occupati svolge un lavoro a turni (ad esempio nelle fasce 5-13, 13-18, 24-05, 05-11), ovvero non opera secondo la consueta fascia mattutina e pomeridiana ma in quella notturna oppure nei giorni festivi: tali orari di lavoro implicando condizioni operative non ottimali (carenza di luce e stimoli adeguati che possono indurre alla sonnolenza e a un maggiore percepimento della fatica) e al crescere del prolungarsi delle situazioni di affaticamento possono comportare l’abbandono dell’incarico da parte degli addetti con conseguenti problemi organizzativi per chi si occupa di gestione dei turni di lavoro.

Il lavoro a turni irregolari – seppure con divergenze anche sensibili tra caso a caso date dalle peculiarità personali e biologiche – pertanto ha delle ripercussioni sulla salute e sulle prestazioni vigili degli occupati che non possono essere ignorate e che ora andremo a sviscerare. Leggi il seguito

La Gestione dei Turni di Lavoro nelle Case di Cura e di Riposo: Come Risolvere le Problematiche

gestione turni case di cura

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In Svezia, si è fatto un gran parlare dell’idea di introdurre negli uffici e pubblici e nelle aziende un orario di lavoro di solamente 6 ore anziché di 8 ore giornaliere per garantire agli addetti la possibilità di riposarsi degnamente e di trascorrere più tempo con la famiglia. Chiaramente, è un quadro che si regge in piedi solamente se vengono introdotte nuove risorse lavorative per coprire la restante parte dei servizi.

E in Italia, come è la situazione dei turni di lavoro nelle strutture sanitarie? Leggi il seguito

La Gestione dei Turni dei Call Center: Come Renderla Più Efficiente

Come funziona lo SPID, guida al PIN unico

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La gestione dei turni nei call center: un’attività cruciale

Tra le strutture che effettuano il lavoro a turni, i call center si configurano come una delle tipologie dalle esigenze più stringenti: a seconda del settore nel quale operano possono essere attivi anche 24 ore su 24 e 7 giorni su 7; gli operatori, a seconda delle mansioni previste dal contratto, possono essere ridisposti su differenti postazioni nel corso della giornata per rispondere a diverse tipologie di chiamate, programmazione che richiede una decisa flessibilità e capacità di seguire le disposizioni per offrire alla dirigenza un quadro aggiornato della situazione del lavoro.

I call center possono essere interni se di proprietà di strutture di grandi dimensioni – sia pubbliche che private – oppure lavorare come società di esternalizzazione di servizi di assistenza telefonica oppure di promozione commerciale: nel caso si tratti di società esterne, si manifesta anche l’esigenza di parametrizzare la curva di fabbisogno su ogni commessa aperta, per rendicontare costi e impieghi del personale ai rispettivi committenti. Leggi il seguito

La Rivoluzione Industriale 4.0: Innovazioni e Incentivi per il Mondo del Lavoro

Rivoluzione Industriale 4.0 e lavoro

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L’industria 4.0 – dicitura nata un decennio or sono in ambito tedesco – è ancora oggi un fenomeno di non completa definizione e in perenne evoluzione, ma che vedrà di certo una spinta verso una produzione automatizzata e interconnessa, un incremento di interesse nella robotizzazione, nella tecnologia in cloud, nelle grandi moli di dati e nella flessibilità del mondo del lavoro, il tutto finalizzato a una riduzione dei costi e a un’ottimizzazione delle prestazioni. Leggi il seguito

La Gestione dei Turni in Cloud – Perché Conviene e Come Attuarla

Software gestione turni in cloud

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Rispondere alle esigenze pratiche di gestione del personale senza per questo sminuire il valore dei collaboratori trattandoli come meri ingranaggi, rendere più precisa ed efficiente la turnazione attraverso strumenti dall’uso intuitivo e condivisibili ai vari collaboratori, gestire la variabilità settimanale e mensile della produzione evitando ritardi e mancanze di coperture: sono questi alcuni degli obiettivi che si pongono i responsabili del personale e i direttori dei sistemi informativi per incrementare l’efficienza delle risorse umane e la coesione tra i turnisti e la direzione.

Non tutte le aziende hanno i mezzi o le capacità per gestire complessi programmi in casa, ma esistono soluzioni molto più pratiche per sopperire alle esigenze di turnazione nonostante i limiti pratici: i software per turni di lavoro online. Leggi il seguito

Le alternative ai voucher dopo l’abrogazione dei buoni lavoro

Alternative ai voucher: come sostituire i buoni lavoro

Ben ritrovati sul blog di Archimede HR dedicato alle novità sul mondo del lavoro e del workforce management!

L’improvvisa abolizione dei voucher con il Decreto n.25 del 17/03/2017, dopo anni nei quali la loro applicazione era stata smisuratamente ampliata (145 milioni nel 2016, picco di un trend sempre in salita) fino a coinvolgere settori che difficilmente facevano dell’occasionalità della prestazione di lavoro la propria caratteristica distintiva, ha gettato scompiglio nel mondo delle prestazioni di lavoro occasionali accessorie.

I buoni lavoro permettevano di retribuire – con importi da 10 euro in su – le prestazioni lavorative accessorie e al contempo di considerare i versamenti alla gestione separata INPS (13%) e all’assicurazione anti infortuni INAIL (7%).

È pur vero che il Jobs Act aveva contribuito a frenare in parte l’abuso di impiego dello strumento nei settori diversi dalle collaborazioni occasionali, ma si tratta ora di rivestire di una forma giuridica i rapporti flessibili non a priori restringibili a specifici intervalli orari o al genere di prestazioni erogabili. La possibilità che questa situazione di vuoto normativo continui a fomentare il lavoro nero è tutt’altro che irrealistica. Leggi il seguito

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