La Rivoluzione Industriale 4.0: Innovazioni e Incentivi per il Mondo del Lavoro

Rivoluzione Industriale 4.0 e lavoro

Ben ritrovati sul blog di Archimede, società specializzata nelle soluzioni per l’ottimizzazione della forza lavoro e nei software per la gestione dei turni di lavoro.

L’industria 4.0 – dicitura nata un decennio or sono in ambito tedesco – è ancora oggi un fenomeno di non completa definizione e in perenne evoluzione, ma che vedrà di certo una spinta verso una produzione automatizzata e interconnessa, un incremento di interesse nella robotizzazione, nella tecnologia in cloud, nelle grandi moli di dati e nella flessibilità del mondo del lavoro, il tutto finalizzato a una riduzione dei costi e a un’ottimizzazione delle prestazioni.


Robotica, big data, intelligenza artificiale
sono soltanto alcuni dei settori interessati da questa promettente mole di sviluppi nell’ottica di una produzione automatizzata e sinergica e sempre più digitalizzata, basata sulla condivisione in cloud dei dati e sulla virtualizzazione del core delle attività produttive.

La quarta rivoluzione industriale ambisce all’incremento di sistemi totalmente digitalizzati per dare forma a una catena produttiva interamente connessa e interattiva, attraverso l’impiego di bundle tecnologici che si aggregano sistematicamente in originali paradigmi produttivi poli di innovazioni organizzative, di processo, di prodotto e di ambiti di business.

Gli interventi a sostegno della strategia digitale italiana 4.0 si appoggeranno su:

  • Governance: ridurre eventuali vincoli normativi che limitino il dialogo fra imprese e terzo settore e la comunicazione sull’industria 4.0
  • Infrastrutture abilitanti: sostenere il piano banda ultralarga, le reti elettriche intelligenti, i poli di innovazione digitale e la libera circolazione delle informazioni open
  • Competenze digitali: prolungare la formazione rivolta ai soggetti che non studiano e non lavorano e il sostegno agli enti scolastici per l’incremento dell’insegnamento nelle materie digitali
  • Ricerca: maggiore attenzione sul ruolo dell’università nella creazione di formazione specialistica, nella cooperazione tra realtà industriali e universitarie e nella nascita di nuove realtà produttive di conoscenza
  • Innovazione Open: rafforzamento delle misure di internazionalizzazione delle piccole medie imprese nostrane e al contempo la riduzione delle barriere di fatto all’ingresso per startup e artigiani digitali

Industria 4.0 e il mondo del lavoro: i possibili scenari

Rivoluzione Industriale 4.0 e lavoro

L’organizzazione aziendale di certo non resterà immune a tutti i cambiamenti che interverranno con l’avverarsi della rivoluzione industriale 4.0: l’integrazione tra uomo e macchina – attraverso interfacce touch e la realtà aumentata ad esempio – così come l’analisi di grandi moli di dati per la formulazione di decisioni di management saranno introduzioni sempre più consistenti nel mondo lavorativo dei prossimi anni.

Il ruolo delle risorse umane verrà ridefinito in un’ottica di smart working incrementando flessibilità e coesione sinergica con il management, stimolando una partecipazione più consapevole e attiva al processo produttivo supportata da una adeguata formazione informatica e sulle competenze avanzate quali:

  • Problem solving
  • Capacità di analisi e di giudizio
  • Intelligenza emotiva
  • Creatività e flessibilità

Oltre a una formazione pratica e considerevolmente interconnessa con l’ambiente di lavoro non posteriormente agli studi ma in coincidenza degli stessi.

L’Italia può contare, a differenza di altri Paesi europei, su un incommensurabile valore qualitativo dei propri prodotti frutto del proprio retaggio storico e artistico e della indiscutibile nomea che accompagna il Made In Italy in tutto il mondo: ciò nonostante i passi da compiere per portare l’efficienza produttiva del nostro Paese in linea con quella della media europea ancora non mancano, ottimizzare la produzione e differenziarsi qualitativamente sui mercati sono gli obiettivi del prossimo domani.

 

industria 4.0 software personaleIl nuovo modello da applicare al tessuto industriale italiano prevedrà interventi per sostenere:

  • La digitalizzazione delle filiere industriali nazionali
  • La banda ultralarga per rendere più immediate le comunicazioni e la diffusione della conoscenza
  • Un sistema universitario di qualità foriero di innovazioni e di crescita di competenze
  • Il progressivo grado di risparmio energetico
  • L’incremento delle capacità manageriali a sostegno dell’acquisizione delle innovazioni

Le abilità lavorative che verranno sempre più incoraggiate negli addetti saranno:

  • Abilità sociali di coesione con il team e di relazionarsi con altre persone
  • Competenze analitiche per la valutazione delle attività svolte
  • Capacità di sopportamento dello stress
  • Essere in grado di comprendere e di adattarsi ai cambiamenti che intervengono nell’ambiente di lavoro e nel settore in cui si opera

Rivoluzione industriale 4.0: sconti e incentivi

Nell’ambito dell’Industria 4.0 sono stati previsti dal governo sconti fiscali per investimenti produttivi per favorire processi di trasformazione tecnologico e/o digitale. Il portale Industria 4.0 fornisce le informazioni e i riferimenti normativi dell’iperammortamento, spiega le attestazioni necessarie per usufruire dei benefici fiscali, offre una sezione delle risposte più frequenti per gli utenti iscritti e aiuta le aziende a usufruire appieno degli incentivi per la rivoluzione industriale 4.0.

Non mancheranno ovviamente anche gli interventi fiscali a sostegno del lavoro dei giovani e della loro formazione. Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha recentemente riportato l’attenzione dei riflettori sul patto per la crescita 2017, sottolineando l’attenzione che le banche devono rivolgere all’aspetto qualitativo delle imprese e l’importanza che il piano Industria 4.0 rivolge ai fattori anziché ai settori.

I primi riscontri in ambito della meccanica strumentale si stanno già vedendo: le commesse interne dell’area Federmacchine risultano in aumento del 13% nel primo trimestre e Firpo stima un incentivo negli investimenti industriali che si manifesteranno nel secondo e nel terzo trimestre.

Industria 4.0: L’evoluzione dei software

I progressi nell’intelligenza artificiale e gli sviluppi nell’automazione del lavoro contribuiscono all’evoluzione informatica delle macchine con conseguenti impatti pratici nell’esecuzione delle attività lavorative.
La rivoluzione industriale 4.0 è già in atto e stanno arrivando sul mercato le prime applicazioni basate sull’apprendimento automatico delle macchine a partire dai dati incamerati e dall’esperienza sviluppata (machine learning).

I software per il workforce management contribuiscono a realizzare gli obiettivi dell’industria 4.0 per quanto riguarda l’armonizzazione del lavoro per mezzo di una migliore rendicontazione delle scelte intraprese.

Software gestione turni

La Suite Archimede HR 4.0, grazie ai propri motori di elaborazione e algoritmi di qualità, consente di:

  • Gestire il personale sia interno che esterno
  • Automatizzare il flusso di informazioni fino alla quadratura del cartellino
  • di fare fronte alla variabilità produttiva di diversi settori come call center, aeroporti e redazioni giornalistiche
  • un risparmio immediato e concreto grazie all’automazione delle operazioni ricorrenti e all’introduzione di modalità ottimizzate per la pianificazione e la gestione del personale
  •  di introdurre un’innovazione continua nei processi di workforce management che preveda la ridefinizione dei fabbisogni e la riassegnazione del personale per adeguare i servizi offerti al mutare delle attività da svolgere
  • portare alla luce tutti i dati necessari per una gestione completa in tempo reale delle procedure di workforce management per prendere le decisioni operative più corrette ed economicamente vantaggiose
  • garantire una maggiore equità sociale attraverso una evidente trasparenza nelle logiche di assegnazione dei carichi di lavoro e della programmazione dell’organizzazione degli orari, oltre che nelle interfacce di dialogo fra aziende e lavoratori
  • implementare procedure avanzate di analisi di grandi moli di dati attraverso software specifici di business discovery

Gestionali rilevazione presenze Suite Archimede

Secondo te, quali saranno gli sviluppi della rivoluzione industriale 4.0?
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Le alternative ai voucher dopo l’abrogazione dei buoni lavoro

Alternative ai voucher: come sostituire i buoni lavoro

Ben ritrovati sul blog di Archimede HR dedicato alle novità sul mondo del lavoro e del workforce management!

L’improvvisa abolizione dei voucher con il Decreto n.25 del 17/03/2017, dopo anni nei quali la loro applicazione era stata smisuratamente ampliata (145 milioni nel 2016, picco di un trend sempre in salita) fino a coinvolgere settori che difficilmente facevano dell’occasionalità della prestazione di lavoro la propria caratteristica distintiva, ha gettato scompiglio nel mondo delle prestazioni di lavoro occasionali accessorie.

I buoni lavoro permettevano di retribuire – con importi da 10 euro in su – le prestazioni lavorative accessorie e al contempo di considerare i versamenti alla gestione separata INPS (13%) e all’assicurazione anti infortuni INAIL (7%).

È pur vero che il Jobs Act aveva contribuito a frenare in parte l’abuso di impiego dello strumento nei settori diversi dalle collaborazioni occasionali, ma si tratta ora di rivestire di una forma giuridica i rapporti flessibili non a priori restringibili a specifici intervalli orari o al genere di prestazioni erogabili. La possibilità che questa situazione di vuoto normativo continui a fomentare il lavoro nero è tutt’altro che irrealistica.

L’abrogazione dei buoni lavoro non è stata preceduta da un periodo di adeguamento e di valutazione delle eventuali alternative per regolarizzare le prestazioni saltuarie. Per quanto porre freno a un istituto che effettivamente veniva applicato in maniera “molto generosa” e di certo non sempre nei contesti per i quali era originariamente destinato è stato visto da molti come un segno di bene augurio per regolarizzare un vasto sistema di illiceità, resta il fatto che i problemi nel regolarizzare i piccoli lavoretti occasionali come le pulizie domestiche o il giardinaggio non sono per questo venuti meno.

Quali sono le caratteristiche dei voucher?

  • Applicabili a lavori in qualsiasi settore (anche industria ed edilizia) nei limiti dei 3.000 euro da parte di percettori di misure salariali integrative
  • Non applicabili per lavori presso soggetti verso cui si è già dipendenti
  • Non applicabili nell’esecuzione di appalti di opere e servizi
  • Prestazioni che complessivamente danno origine a un compenso in un anno civile non superiore a 7.000 euro netti (nel caso di aziende o di liberi professionisti, non si può superare le retribuzioni di 2.000 euro per singolo committente, come da modifiche del D.Lgs 81/2015)
  • Richiede la comunicazione per i committenti imprenditori e professionisti attraverso mail o SMS alla DTL competente

Quali problemi avevano i voucher?

Essenzialmente, i voucher, nati per combattere i pagamenti in nero, avevano subito un uso distorto in violazione dei limiti di Legge, venendo applicati in maniera irragionevole in settori non attinenti a quelli per cui erano stati originariamente pensati.

Si può continuare a utilizzare i voucher già acquistati?

I voucher, acquisibili fino al 17 marzo 2017 attraverso tabaccai e banche abilitate, potranno ancora essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017 per ricompensare le prestazioni occasionali, ma ancora non si sa quale sarà lo strumento deputato a sostituirli.

I problemi che nascono dall’abolizione dei voucher:

  • Coloro che percepivano misure di sostegno al reddito non potranno più sommarle ai redditi ottenuti attraverso i buoni per il lavoro
  • Possibili ripercussioni sulle prestazioni assistenziali, dato che i voucher non subivano imposizione fiscale o influenza sulla condizione di disoccupazione

Come sostituire i voucher con altre forme di lavoro?

Da sabato 18 marzo 2017 i voucher non sono più acquistabili: è possibile che il Governo provvederà – entro il 15 maggio si vocifera – emettendo una sorta di “voucher 2.0” più simile agli assegni di lavoro francese per retribuire i collaboratori domestici oppure le agenzie per cui lavorano.
Una recente proposta di legge prevede l’introduzione di buoni famiglia destinati a coprire i lavori saltuari fino a un massimo di 400 giornate in 3 anni, con un’indennità di attesa per il lavoratore fino alla chiamata; questa proposta prevede anche l’introduzione di mini contratti per un massimo di 70 giorni l’anno e per un massimo retributivo di 7.500 euro.

Fino a quanto queste variazioni non verranno introdotte, valutiamo rapidamente le forme di lavoro alternative ai voucher al momento a nostra disposizione per rispondere a esigenze di lavoro non continuative.

Somministrazione lavoro

Nel contratto di somministrazione – a tempo determinato o indeterminato – le agenzie mettono i propri dipendenti a disposizione delle aziende richiedenti, i quali “utilizzano” i lavoratori definendo le caratteristiche delle mansioni, quindi dirigendoli direttamente.

Si tratta quindi di una forma di impiego “a tre soggetti” un po’ più laboriosa da implementare di quanto non fossero i voucher, dato che occorre definire orario e luogo di lavoro, tipo di mansioni e durata del rapporto. I datori di lavoro aziende o professionisti possono acquistare dei buoni orari dal valore di 10 euro attraverso INPS o tabaccherie con cui retribuire il lavoratore, e sono tenuti a comunicare luogo e tempistiche dello svolgimento al DTL di riferimento.

Il corrispettivo massimo complessivo è stato recentemente esteso fino a 7.000 euro netti per lavoratore per anno civile (per compensi singoli non superiori a 2.000 euro netti).

Con l’abolizione dei voucher, di certo le agenzie interinali potrebbero vedere un incremento nella propria richiesta di servizi da parte delle aziende che hanno bisogno di prestazioni per un periodo di tempo non prolungato.

Contratto di lavoro intermittente

Si tratta di una forma di impiego subordinato destinata a chi ha tra 24 e 55 anni per svolgere prestazioni di natura non stabile nel tempo a partire da una chiamata del datore di lavoro quando ne avverte le necessità; per essere applicabile non deve superare i 400 giorni di prestazione nell’arco di 3 anni.

A questa categoria appartengono anche i contratti stagionali (ad esempio per le attività agricole).

Nel lavoro intermittente sono previsti dei periodi nei quali si effettua lavoro e altri invece no, si distingue dal part time in quanto la prestazione da offrire non è ugualmente configurabile con certezza.
Per avviare il rapporto occorre scrivere all’indirizzo  intermittenti@pec.lavoro.gov.it oppure mandare un SMS al numero 339-9942256 dopo l’inserimento nel portale ClicLavoro.

Collaborazioni coordinate e continuative

A differenza delle altre forme di impiego descritte, i CO.CO.CO. implementano una natura autonoma della prestazione offerta (quindi non è possibile per il datore di lavoro definire tempo e luogo di svolgimento del servizio) e pertanto possono non essere indicati per quelle situazioni nelle quali il lavoratore deve agire sotto diretta supervisione del superiore.

Lavoro subordinato

Si tratta chiaramente di un’alternativa percorribile – a causa dei costi contributivi e degli oneri burocratici – solamente in quei casi in cui la natura e la ricorrenza delle prestazioni rende plausibile ritenere che il rapporto tra committente e prestatore non si esaurirà in tempi brevi.

 

Secondo te, quali saranno gli sviluppi della normativa a supporto dell’abolizione dei voucher?

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Come ridurre le assenze ingiustificate dal lavoro con i software per la turnazione

software per controllare assenze dal lavoro

Ben ritrovati sul blog di Archimede, fonte periodica di informazioni sul mondo del lavoro e sulle più importanti novità in ambito di gestione del personale.

Nello scorso articolo sui rischi per dipendenti assenteisti e dirigenti compiacenti abbiamo parlato di cosa possono subire i dipendenti assenti ingiustificati dal lavoro e i dirigenti che non vigilano sufficientemente sul corretto svolgimento delle mansioni assegnate: una situazione spiacevole distribuita a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, che vede impiegati dello Stato intenti a svolgere faccende domestiche, a fare la spesa, a intrattenersi al bar o in altri generi di incombenze personali illecitamente durante l’orario di lavoro.

Nonostante l’impegno di innumerevoli dipendenti dello Stato, bastano pochi casi di cronaca eclatanti amplificati dai media nazionali per gettare un’ombra di discredito su un’intera categoria.

Le indagini sui furbetti del cartellino non sembrano accennare a diminuire e interessano ogni angolo dello Stivale: Avellino, Stroncone (TR), Caserta, Oppido Mamertina (RC), ma casi simili si contano anche in numerosi altri comuni della Penisola, come Foggia, Rossano, Asti: le accuse che possono gravare sugli ingiustificati assenteisti vanno da false attestazioni con modalità fraudolenta della presenza in servizio fino alla truffa aggravata e continuata ai danni di ente pubblico.

Insomma, nonostante le pesanti sanzioni previste per i lavoratori “furbetti” e per i dirigenti inadempienti, tali forme di illecito continuano a essere perpetrate in abbondanza.

Quali sono i rischi per i dipendenti assenteisti?

Con la nuova legge sui licenziamenti lampo è prevista la partenza d’ufficio del provvedimento (con 15 giorni destinati alla difesa e i restanti alla prosecuzione dell’istruttoria), mentre fino a oggi tale inizio era facoltativo.

Il dipendente “furbetto” rischia quindi:

  • L’allontanamento dall’ufficio nelle 48 ore successive all’accertamento, con conseguente avviamento dell’indagine accelerata
  • La riduzione dello stipendio del 50% dopo il primo mese di sospensione cautelare
  • Il licenziamento
  • Un’eventuale condanna per danno d’immagine dalla Corte dei conti

Tali rischi (che comprendono anche il licenziamento) si estendono anche ai dirigenti che non vigilano diligentemente, in quanto può formalizzarsi il reato di abuso di violazione del potere professionale qualora non si agisca per impedire il compiersi degli atti illegali.

Come ridurre le assenze ingiustificate dal lavoro con i software HR Archimede

Software per gestire turni di lavoro e assenze

I software HR della Suite Archimede si prestano a combattere tali tipi di truffe ai danni degli enti pubblici in quanto:

  • Aumentano la produttività sul lavoro per mezzo di sistemi di verifica in tempo reale delle presenze e dello svolgimento dei turni che riscontrano assenze ingiustificate
  • Riducono il possibile insorgere di conflitti sindacali mediante una più equa e trasparente ripartizione dei carichi di lavoro
  • Permettono di risolvere problemi di turni eccessivamente lunghi o di incorretta alternanza tra le risorse umane coinvolte, necessità frequenti specialmente nell’ambito sanitario

Turni@rc, il modulo della Suite Archimede HR preposto alla programmazione dei turni di lavoro, permette di definire i carichi ottimali di lavoro da assegnare a ogni singola risorsa e di garantire l’impiego ottimale delle risorse al fine di evitare per quanto possibile il ricorso a costose reperibilità e improduttivi straordinari.

Il modulo Interfacce Esterne di Turni@rc consente di abbinare il piano di staff scheduling ai dati di consuntivo provenienti dai sistemi di rilevamento presenze per generare una analisi di corrispondenza a prova di errore, utile a verificare se tutti i dipendenti sono intenti a svolgere le proprie mansioni, grazie a un piano visivo completo di documentazione fotografica messo a disposizione della dirigenza.

Software per programmare turni - Portale dei dipendenti

Il modulo Analis@rc della Suite mette a disposizione della dirigenza avanzati strumenti di business intelligence per l’analisi dei costi della turnazione del lavoro (come l’impiego degli straordinari e delle ore di lavoro rispetto al monte ore) e per verificare il rispetto con continuità dei vincoli e delle regole stabilite dall’azienda.

Dallo storico di redditività dell’impiego del personale e dalla previsioni prodotte, è possibile verificare a consuntivo la convenienza a proseguire con i medesimi piani di turni anziché nel cambiarli per implementare uno staff scheduling più consono alle reali esigenze degli utenti.

Il modulo Oper@rc, invece, fornisce agli addetti alla turnazione un quadro aggiornato in tempo reale sullo stato della forza lavoro a partire dalle timbrature acquisite, per permettere di verificare l’esatto match tra i turni assegnati e le presenze riscontrate.

Software per creare turni di lavoro

Grazie all’interfacciamento verso i più comuni software di rilevazione presenze è possibile esportare i dati dei turni elaborati e di ricevere i dati delle timbrature provenienti dai lettori del badge per avere un quadro online degli operatori presenti anche nelle sedi periferiche, generando un sistema di controllo presenze sul lavoro coordinato attraverso un unico flusso omogeneo che permette una comunicazione giornaliera agli uffici di controllo della Direzione.

 

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Guida ai Vantaggi di SPID, il Nuovo PIN Unico

Come funziona lo SPID, guida al PIN unico

Ben ritrovati sul blog di Archimede S.r.l., società umbra che da oltre 20 anni si occupa dell’efficientamento di pubbliche amministrazioni e di realtà private attraverso l’impiego di sofisticati software per il workforce managament.

Pagare bollette, verificare il proprio estratto contributivo, variare i propri dati anagrafici, sono operazioni che richiedono tempo e disponibilità, se svolte di persona presso gli uffici competenti: con l’introduzione del nuovo SPID, tuttavia, questa situazione potrebbe venire meno.

 

Come funziona SPID, il nuovo PIN unico

Lo SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale – è un sistema unico condiviso per l’accesso ai servizi in rete di tutte le pubbliche amministrazioni e dei soggetti privati associati (come le banche aderenti all’iniziativa) che si avvale di una sola identità digitale – un codice personale chiamato SPID, appunto – con cui è possibile connettersi sia da dispositivi fissi che mobile: questa applicazione, attraverso l’uso di API deputate, legge solamente i dati necessari all’autenticazione, e  fa uso di certificati rilasciati alle persone da soggetti detti Identity Provider dopo aver verificato l’identità digitale dei richiedenti.

A partire dal 15 marzo 2016 è possibile connettersi ai principali servizi pubblici attraverso un PIN univoco: iscrivendosi attraverso l’Agenzia Digitale – tessera sanitaria con microchip alla mano – e verificando la propria identità digitale, si otterrà il codice identificativo unico per procedere con lo svolgimento delle operazioni; al momento i servizi accessibili con questa nuova metodologia sono 300, ma si prevede che saliranno a 600 nel mese di giugno.

Al momento in Italia il sistema è abilitato soltanto per alcune Regioni (Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Friuli Venezia Giulia) e per certi servizi nazionali (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate) ma si prevede che nei prossimi anni questa metodologia di accesso condiviso – dopo l’emanazione del regolamento comunitario  e-IDAS (Electronic Identity Authentication and Signature) – verrà esteso all’intera Europa per dare forma a una piattaforma di autenticazione unica.

Al momento Telecom Italia, Infocert e Poste Italiane (quest’ultima un cliente Archimede per quanto riguarda l’utilizzo della Suite Archimede HR  per la gestione dei turni da parte della divisione Call Center) sono gli Identity Provider accreditati che forniranno agli utenti le identità digitali, con l’Agenzia Digitale che si occuperà di verificare l’affidabilità dei gestori avallati: il cittadino dovrà fornire i propri dati identificativi (nome, cognome, sesso, luogo e data di nascita, numero di cellulare…) per ricevere il relativo codice di autenticazione univoco.

La sicurezza del sistema SPID sarà garantita da un triplice livello di controllo crescente:

  • Inserimento di codice identificativo e password
  • Digitazione di una ulteriore password
  • Inserimento di una smart card (per gli utenti business)

Il sistema al momento è gratuito (per i primi due livelli) e probabilmente lo sarà anche dopo i primi due anni, anche se bisognerà attendere ancora per averne la certezza.

I vantaggi del nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale

Al crescere dei servizi pubblici e privati i vantaggi del nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale diventeranno sempre più consistenti: con il nuovo sistema SPID sarà possibile infatti:

  • Verificare l’estratto conto dei contributi versati attraverso il portale INPS
  • Controllare la propria situazione attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Eseguire pagamenti di imposte locali, tasse universitarie, bollo auto, e multe
  • Variare i riferimenti anagrafici dal sito del proprio comune di residenza
  • Richiedere prestazioni agevolate senza rivolgersi ai centri di assistenza fiscale
  • Consultare il CUD dal portale INAIL
  • Visionare una cartella medica collegata al Fascicolo sanitario nazionale

I vantaggi che deriveranno dall’avvio di questo nuovo sistema sono facilmente comprensibili a tutti:

  • Niente più code per operazioni eseguibili con un click (come pagare la TASI, multe o verificare il proprio estratto contributivo)
  • Nessuna necessità di memorizzare tanti codici di accesso diversi per differenti servizi della pubblica amministrazione
  • I fornitori di servizi non dovranno più preoccuparsi di tutelare e conservare i dati personali degli utenti e non subiranno più fenomeni di duplicazione degli account

L’introduzione di questo nuovo servizio di autenticazione univoco promette di diventare un ulteriore fattore di efficientamento della pubblica amministrazione a favore dei cittadini, i quali potranno svolgere da PC o da cellulare operazioni altrimenti laboriose e complesse, evitando l’onere di memorizzare un gran numero di password e nomi utenti e garantendo un livello di sicurezza adeguato per proteggere dati sensibili di grande importanza.

Le Nuove Norme sui Licenziamenti Facili – Cosa rischiano Dipendenti e Dirigenti?

Come controllare sul lavoro dipendenti assenteisti

A sei mesi dalla discussione in Parlamento del disegno di Legge Madia, siamo giunti all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri degli 11 Decreti Attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, tra i quali certamente spiccano per risonanza sui mezzi di informazione le nuove regole per il licenziamento in 48 ore dei dipendenti statali che si assentano dal posto di lavoro in maniera ingiustificata, problematica tornata di attualità dopo la vicenda degli assenteisti del Comune di Sanremo, che vede oltre 200 posizioni da esaminare da parte dell’ufficio provvedimenti disciplinari del Comune della riviera ligure.

Cosa rischiano i dipendenti assenteisti dal posto di lavoro?

I cambiamenti sul controllo del lavoro introdotti con le recenti novità del Jobs Act sembrano sposarsi con le politiche di “tolleranza zero” verso i furbetti statali che il Governo sta promuovendo energicamente: l’illecito di falsa attestazione di presenza in servizio (abbandonare il posto di lavoro dopo la timbratura del cartellino) viene reso più facilmente e rapidamente sanzionabile, e il danno derivante da tale comportamento viene quantificato ai danni del dipendente infedele anche sotto forma di lesione di immagine per l’ente datore di lavoro, con riferimento alle possibili ripercussioni che questi atti possono avere sui mezzi di informazione.

I dipendenti assenteisti possono quindi ritrovarsi destinatari di una lettera di licenziamento oppure di una sospensione dal lavoro – e dallo stipendio – per un certo numero di mesi.
Le nuove norme sembrano combattere anche altri generi di comportamenti illegali – dai finti malati ai dirigenti che chiudono un occhio sulle furbesche trovate dei lavoratori infedeli – per dare nuova linfa a un clima di fiducia e rispetto verso gli impiegati delle istituzioni.

I licenziamenti più facili per i lavoratori e i dirigenti che non vigilano

Le nuove norme “anti fannulloni” prevedono pene severe per i dipendenti infedeli, condanne per danno erariale nonché la responsabilità del dirigente preposto ai controlli che non abbia avviato l’iter di sospensione non appena venuto a conoscenza del comportamento illecito.

 

 

Nella pratica, cosa rischiano i dipendenti assenteisti?

  • Sospensione obbligatoria dal servizio nelle 48 ore successive alla contestazione del fatto
  • Sospensione dalla retribuzione qualora il comportamento lesivo venga colto in flagaranza
  • Il rischio per il lavoratore condannato dalla Corte dei Conti di dover restituire almeno 6 mesi di retribuzione
  • Il licenziamento, il cui limite temporale per la messa in atto del provvedimento scende a 30 giorni dai quattro mesi precedenti

I lavoratori oggetti di provvedimenti di questo tipo potranno in ogni caso presentare ricorso presso il Giudice del Lavoro – procedimento che ovviamente può protrarsi per tutti i tre gradi di giudizio – in ogni caso con conseguente rischio del lavoratore di esito negativo del processo e di dover sostenere le relative spese processuali.

Gli stessi dirigenti che non abbiano sufficientemente vigilato oppure che abbiano in qualche modo favorito il comportamento illecito dei dipendenti infedeli potrebbero un domani perdere anch’essi il posto di lavoro o comunque venire ugualmente puniti per non avere prontamente denunciato il fatto.

Come evitare truffe sul lavoro con il software per il workforce management di Archimede

Giungere a situazioni conflittuali come quelle sopra menzionate è doppiamente dannoso per l’ente datore di lavoro, sia da un punto di vista reputazionale (in quanto vicende di questo genere gettano un’aura di discredito sulle istituzioni e sui loro dipendenti che lavorano correttamente) che da un punto di vista economico (per il danno in termini di retribuzioni corrisposte a fronte di prestazioni lavorative inesistenti).

Una scarsa visibilità dello svolgimento del lavoro in ambiente pubblico può generare situazioni economicamente compromettenti sia per il cittadino che per l’amministrazione: ad esempio, nell’ormai famoso caso del Comune di Sanremo si parla di un uso degli straordinari del tutto sproporzionato alle reali esigenze dell’ente, pertanto di risorse economiche che si sarebbero potute utilizzare in maniera più produttiva per i cittadini.

Archimede opera per fornire ad enti pubblici, aziende ospedaliere, aeroporti, call center e ad aziende di produzione strumenti di workforce management in grado di verificare in tempo reale l’effettivo svolgimento delle prestazioni di lavoro per ridurre il rischio di situazioni di conflitto sindacale per la Direzione e per evitare costosi e improduttivi straordinari.

I dirigenti chiamati a verificare concretamente che i propri sottoposti si trovino a svolgere i turni di lavoro assegnati possono quindi avvalersi dei software HR che Archimede mette a loro disposizione.
Le applicazioni software di human resources management permettono di contrastare fenomeni di assenteismo e non incorrere nelle pericolose responsabilità anche di tipo penale (si parla non solo del licenziamento ma addirittura del carcere per il dirigente che non interviene contro gli assenteisti) che gravano sulle loro cariche.

Turni@rc, il modulo della Suite Archimede HR preposto alla programmazione dei turni di lavoro, dopo l’assegnazione ottimale dei compiti a ogni dipendente consente di controllare prontamente eventuali scoperture e di suggerire possibili situazioni per garantire un impiego pieno ed efficiente della forza lavoro, prerequisito indispensabile per evitare straordinari ingiustificati costosi per l’ente e un collocamento inefficiente e dispendioso dei dipendenti.

Il software mette a disposizione della dirigenza avanzati report statistici per l’analisi dei costi della turnazione del lavoro (come l’impiego degli straordinari e delle ore di lavoro rispetto al monte ore) e per verificare con continuità il rispetto dei vincoli e delle regole stabilite dall’azienda.

Turni@rc è un software per il workforce management particolarmente indicato in quei contesti nei quali occorre controllare con continuità l’esatto svolgimento della turnazione: il modulo Interfacce Esterne consente di collegare il piano di staff scheduling con i dati di consuntivo provenienti dai sistema di rilevamento presenze per generare una comparazione effettiva e a prova di errore utile a verificare se tutti i dipendenti stanno svolgendo le proprie mansioni, grazie a un piano visivo corredato di documentazione fotografica messo a disposizione della dirigenza.

Grazie all’interfacciamento verso i più comuni software di rilevazione presenze è possibile esportare i dati dei turni elaborati e di ricevere i dati delle timbrature provenienti dai lettori del badge per avere un quadro online degli operatori presenti anche nelle sedi periferiche, generando un sistema di controllo presenze sul lavoro coordinato attraverso un unico flusso omogeneo che permette una comunicazione giornaliera agli uffici di controllo della Direzione.

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Come cambia il controllo del lavoro dopo il Jobs Act

Nuove modalità di controllo a distanza del lavoro

Il controllo del personale sul posto di lavoro è una tematica che da sempre – e in particolare negli ultimi tempi – solleva forti dibattiti da parte di associazioni di categorie e sindacati e non manca di coinvolgere anche la magistratura quando si parla di eventuali illeciti sul posto di lavoro da sanzionare.

I confini oltre i quali l’attività di monitoraggio del personale sul posto di lavoro non può applicarsi cambiano costantemente, frutto dell’evoluzione dei mezzi tecnologici a disposizione, della sensibilità pubblica e delle novità normative italiane ed europee.

A titolo di esempio, ricordiamo che la Corte di Strasburgo – con la sentenza Barbulescu contro Romania il 12 gennaio 2016 si è pronunciata sul fatto che l’email aziendale può essere controllata senza violare il diritto alla privacy per verificare se essa viene impiegata per fini non lavorativi con conseguente calo della produttività lavorativa.
Le modalità di controllo dei lavoratori sono un argomento sfaccettato e in continua evoluzione, sempre in bilico tra diritto al controllo e tutela della privacy, che nel nostro Paese è recentemente tornato alla ribalta con le novità introdotte nell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori.

Il nuovo articolo 4 dello Statuto dei lavoratori: le novità sul controllo a distanza

Con le modifiche all’art.4 allo Statuto dei lavoratori introdotte dall’articolo 23 del d.lgs 151/2015, diventa lecita – con il consenso della Direzione Territoriale del Lavoro – l’attivazione di strumenti di controllo a distanza :

  • se questi sono finalizzati a scopi di difesa della sicurezza degli ambienti lavorativi e del patrimonio aziendale
  • per ragioni inerenti lo svolgimento delle attività di produzione

e le modalità di controllo possono essere esercitate attraverso:

  • strumenti impiegati dal lavoratore durante le proprie mansioni (computer, cellulari aziendali…)
  • strumenti di registrazione accessi
  • strumenti di rilevamento presenze

allo scopo di:

  • controllare modalità e tempi di utilizzo delle apparecchiature preposte allo svolgimento del compito lavorativo
  • individuare eventuali navigazioni in Internet riconducibili a motivi non di tipo lavorativo

Il controllo sul posto di lavoro potrà attuarsi mediante le apparecchiature in uso dagli stessi (computer, cellulari, ma anche mediante strumenti di rilevamento accessi e badge); anche se di fatto l’ambito di applicazione sarà sottratto alla pertinenza dei sindacati, rimarrà comunque assoggettato ovviamente alla normative sulla privacy.

Con la nuova normativa l’introduzione di misure di sorveglianza potrà seguire un iter molto più semplificato di quanto non fosse possibile precedentemente nel caso di realtà di cui fanno parte più entità locali separate, grazie agli accordi stipulabili con le organizzazioni sindacali sul piano nazionale; ad esempio, nel caso di realtà strutturate come un polo unico ma composte da più sedi distinte, e si potrà stipulare un accordo unico coinvolgente l’intero complesso di realtà locali.

Il nuovo scenario di controllo sul posto di lavoro

Con le novità recentemente introdotte dalla  nuova normativa, i controlli a distanza potranno riguardare sia gli scopi prettamente inerenti il rapporto di lavoro che gli aspetti disciplinari, mentre precedentemente era proibita ogni forma di controllo dei dipendenti attraverso apparecchiature audiovisive.

L’importante distinguo da tenere a mente è che gli strumenti di controllo non potranno essere destinati esclusivamente al controllo dei lavoratori bensì dovranno essere impiegati per altri scopi principali e utilizzati in via derivativa – e non principale – a monitorare I propri dipendenti.

I datori di lavoro potranno avvalersi dei dati registrati dai supporti di controllo:

  • per verificare il corretto svolgimento delle attività inerenti la prestazione lavorativa
  • per individuare eventuali comportamenti lesivi dell’azienda non riconducibili alle mansioni definite dal rapporto di lavoro (es. danni cagionati al complesso dei beni aziendali)

a patto che:

  • le apparecchiature siano state installate e impiegate nel rispetto della normative vigente
  • il personale sia stato adeguatamente informato delle misure di controllo alle quali è sottoposto
  • i sistemi di controllo siano finalizzati a scopi inerenti le prestazioni lavorative

Come verificare lo svolgimento dei turni di lavoro?

In Archimede crediamo che sia possibile mettere a punto modalità di controllo della produttività lavorativa rispettose del diritto alla privacy ma ciò nonostante efficaci e di facile implementazione.

La visuazzazione delle risorse umane con Oper@cIl modulo Oper@rc della Suite Archimede HR viene impiegato da realtà produttive in Italia e all’estero per verificare In tempo reale la disposizione del personale in turnazione attraverso un ambiente operativo integrato con i sistemi di rilevamento presenze, in grado di generare un piano aggiornato in real time e di pratica consultazione sulla disposizione del personale in ogni momento.

Grazie all’integrazione della Suite Archimede HR con i più comuni sistemi di rilevazione presenze è possibile generare un flusso dati omogeneo a prova di errori per riprodurre e visionare in ogni momento lo stato della forza lavoro impiegato, attraverso una unica suite software composta da più moduli dedicati a specifiche esigenze del workforce management.

Un maggior controllo sulle presenze al lavoro significa una maggiore capacità di risposta alle esigenze improvvise di modifica del piano di lavoro, una grande flessibilità che mette aziende ed enti strutturati in grado di fare fronte con rapidità a imprevisti negli ambiti produttivi  e di evitare costosi e inefficienti straordinari per gestire la forza lavoro nel modo più organizzato ed economico possibile.

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Come puoi rendere la gestione del personale la leva del tuo successo?

Servizio di elaborazione paghe in outsourcing

Lavori in una struttura sanitaria che gestisce turni di medici e infermieri, un punto vendita che deve occuparsi di organizzare più gruppi di persone, un ente che garantisce un servizio anche nei giorni festivi, un call center in cui i turni di lavoro devono essere assolutamente sempre garantiti?

La gestione della turnazione non riguarda solamente l’assegnazione dei turni di lavoro:  è un processo direzionale e operativo che coinvolge l’intera programmazione produttiva della tua struttura, dalla pianificazione dell’impiego delle risorse umane alla gestione della forza lavoro, dalla verifica in real time dei processi attivati al controllo a consuntivo della validità delle scelte intraprese.

Se non lo stai già facendo, devi ripensare la programmazione e la gestione dei turni e trasformarla  in una delle leve del tuo successo: proprio così, la programmazione del lavoro a turni incide in maniera preponderante sulla produttività della tua azienda, sulla tempestività del servizio che offri, sulla capacità di sfruttare meglio le tue risorse umane e i tuoi punti vendita, sulla tua capacità di restare competitivo in un mercato sempre più affollato e in continuo mutamento.

Per rendere la gestione del personale
un fattore del tuo successo,
devi ripensarla secondo tre “E”:

 

 EsperienzaEconomicità ed Efficienza

Archimede, con oltre 20 anni di esperienza nel settore delle risorse umane, ti aiuterà a trasformare un aspetto della tua gestione operativa in una delle leve del tuo successo.

Esperienza

La gestione della turnazione non è solo il frutto di input e di algoritmi ma di una profonda conoscenza di molteplici ambienti di lavoro, delle logiche alla base dello svolgimento dei compiti assegnati.

Un software che si limita a combinare dati e a restituire risultati in base a formule inserite non è la soluzione che fa per te, in quanto esso non è in grado di ragionare nell’ottica delle tue esigenze.
Ciò di cui hai davvero bisogno è una programmazione del personale calata sulle tue caratteristiche e, soprattutto, orientata al raggiungimento dei tuoi obiettivi, e in questo Archimede può darti un aiuto eccezionale.

Da oltre 20 anni Archimede S.r.l. organizza la programmazione e la gestione della turnazione del lavoro di numerose tipologie di enti e aziende:

  • aeroporti e società di handling
  • aziende di servizi e logistica
  • call center
  • case di cura e di riposo,
    cooperative ONLUS di assistenza socio-sanitaria
  • comandi di polizia
  • enti pubblici
    (Comuni, musei e Soprintendenze)
  • farmacie, negozi e grande distribuzione
  • industrie e aziende di produzione
  • ASL e ospedali

Lo staff di Archimede conosce le problematiche di innumerevoli ambienti di lavoro, e sa consigliarti e guidarti nella creazione dei turni davvero vantaggiosi per te.

Se vuoi farti un’idea dei casi di successo di Archimede, scorri la mappa sottostante per scoprire quante realtà in Italia e all’estero impiegano

la Suite Archimede per la gestione e l’impiego del personale in turnazione.

Economicità

Le spese del personale sono una delle voci più consistenti di ogni bilancio, in particolar modo di quelli delle strutture sanitarie e degli enti pubblici: straordinari poco produttivi e reperibilità varie costringono personale già spossato da precedenti turni a lavorare in condizioni fisiche e mentali non ottimali, e determinano per la Direzione un esborso economico davvero consistente.

Come puoi risparmiare
nella gestione del personale
e dei turni di lavoro?

Per rendere economica la gestione del personale in turnazione occorre analizzare le risorse a tua disposizione, i vincoli vigenti nella tua struttura (Leggi, normative sul lavoro, regolamenti interni…), gli obiettivi produttivi definiti per stilare infine il miglior piano di assegnazione dei turni possibile.

La Suite Archimede è una soluzione software composta da 5 specifici applicativi che coprono l’intero processo di gestione del personale.
Piani@rc
, in particolare, ti consente di definire, a partire dalle tue specifiche esigenze,il dimensionamento ottimale del fabbisogno del personale per il tuo caso concreto, e grazie all’esperienza del team Archimede esso viene applicato in maniera ottimale alla tua situazione.

Archimede si impegna da oltre 20 anni a rendere la gestione del personale a turni di innumerevoli strutture economica ed efficiente, a ridurre sprechi nella gestione del personale e a ottimizzare le risorse umane già in forze per massimizzare i ritorni economici.

Efficienza

Un lavoro a turni notturno comporta più rischi per la sicurezza e un calo di efficienza, come spiegato in questo articolo de Il Sole 24Ore. Questo significa che per evitare ricadute sulla qualità del lavoro e della produzione in genere, occorre adottare misure e criteri tali da mantenere standard appropriati per il rispetto della salute lavoratori e della resa produttiva.

Archimede segue la turnazione sia di strutture produttrici sia di aziende erogatrici di servizi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno e pertanto conosce approfonditamente problematiche e aspetti del mondo del lavoro.

Se vuoi avere un’idea dei benefici che una struttura come la tua riceverà dall’impiego in questo ambito della suite applicativa Archimede, leggi qualcuno dei comunicati rilasciati dai clienti di Archimede:

Sei arrivato a leggere fin qui…
ora è tempo di agire!

Hai deciso di rendere ottimali i turni di lavoro della tua struttura?
Vuoi risparmiare gestendo il personale in maniera davvero efficiente?
Un modo c’è: contatta subito Archimede e scopri come fare per raggiungere anche tu “le 3 E”!